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Sandro Canestrini

Alessandro (Sandro) Canestrini (1922-2019). Laureatosi all’Università di Firenze con maestri come La Pira e Calamandrei, ha discusso la tesi a Padova con Norberto Bobbio. Ha partecipato alla Resistenza e dal 1948 è stato iscritto all’Ordine degli avvocati, più volte membro del Consiglio dell’Ordine di Rovereto. È stato consigliere comunale a Rovereto (due legislature) e Ala (una legislatura) e consigliere regionale del Trentino – Alto Adige (due legislature) per il Pci prima e poi per la Nuova Sinistra – Neue Linke. È stato membro di Amnesty International,  presidente nazionale del Movimento nonviolento per la pace e dirigente nazionale dell’Associazione giuristi democratici.

Ha partecipato ai maggiori processi che, dal 1960 al 1980, hanno investito problemi di pace e di progresso sociale. Ha prestato assistenza di parte civile nel primo processo antimafia di Palermo, al processo Valpreda, al processo Vajont all’Aquila e a Roma e a quello di Stava; ha collaborato come assistente di parte civile al processo di Trieste contro gli aguzzini nazisti della risiera di San Sabba, ai processi presso la Corte d’Assise di Verona contro Michael Seifert, imputato di sevizie nel campo di concentramento di Bolzano, per conto della comunità ebraica di Merano, e nel processo contro i naziskin di Bolzano, imputati di minacce ingiurie e altro nei confronti di ebrei. Ha difeso, fra il 1960 e il 1980, tutti gli obiettori di coscienza processati per una trentina di volte in quel periodo davanti ai tribunali militari di Torino e di Verona. Ha prestato assistenza di parte civile nei processi ambientali quali quello per inquinamento e danni contro la Montecatini di Mori, quello per inquinamento e danni nella laguna veneta e altrove nei confronti della Montedison celebratosi a Venezia, e quello della via ferrata di Dro. Ha difeso i diritti delle minoranze politiche e nazionali (nomadi, testimoni di Geova), le minoranze etniche (processo 1969 alla Corte d’Assise di Milano contro 160 sudtirolesi, difesa del professor Samo Pahor a Trieste ecc.) e Carlo Feltrinelli. Ha studiato, per incarico della Provincia di Bolzano, i processi politici del 1946 discussi presso la Corte d’Assise di Bolzano relativi ai procedimenti contro i collaborazionisti con i nazisti.

Nel 1992 è stato nominato “Trentino dell’anno”; nel 1993 è stato insignito dell’Ehrenkranz (“ghirlanda d’onore”) dello Südtiroler Schützenbund per la difesa dei diritti civili democratici; nel 2003 gli è stata conferita la cittadinanza onoraria di Erto e Casso perché «con grandissimo impegno e indiscussa capacità ha difeso la Comunità nel disastro del Vajont». Nel 2006 è stato insignito della Croce al merito del Tirolo per il suo impegno fattivo per i diritti umani. Nel  2012 il Comune di Egna-Neumarkt gli ha conferito l’anello d’onore per il suo impegno civile a favore della convivenza e per la difesa dei più deboli.

Tra le sue pubblicazioni: Il processo di Milano nelle arringhe della difesa, Vienna 1966 (rist. Rovereto 2013); Legittima suspicione e minoranza etnica di lingua tedesca, Varese 1966; Vajont: Genocidio di poveri, Firenze 1969; Il potere repressivo. L’ingiustizia Militare. Natura e significato dei processi davanti ai giudici in divisa (con A. Paladini), Milano 1973; introduzione a G. Massobrio, Bianco, rosso e grigioverde. Struttura e ideologia delle Forze Armate italiane, Verona 1974; L’ordine del professore, in D. Fo, Il Fanfani rapito, Verona 1975; I diritti del soldato. Introduzione e commento alla legge sui principi della disciplina militare (con F. Battistelli et al.), Milano 1978; prefazione a Come sempre, meno liberi. I testi delle leggi speciali sull’ordine pubblico, Verona 1980; Un processo alla speculazione industriale. La strage di Stava negli interventi della parte civile alternativa (coautore), Trento 1989; Alto Adige 1945-1947. Ricominciare (coautore), Bolzano 2000. Nel 2003 Cierre edizioni ha pubblicato una nuova edizione della sua famosa arringa nel processo Vajont: Vajont, genocidio di poveri. Ritiratosi dalla professione forense nel 2014, si è spento il 5 marzo 2019, a 97 anni.

(foto tratta da canestrinilex.com)

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