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“L’avvocato del Vajont”. Un ricordo di Sandro Canestrini a Belluno

23 Settembre 2019, Istituto di Istruzione Superiore Tommaso Catullo

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L’Associazione culturale Tina Merlin e l’Isbrec con il patrocinio dei Comuni di Erto e Casso, Longarone, Vajont e dell’Ordine degli avvocati di Belluno, lunedì 23 settembre alle ore 17.30 nell’Aula Magna dell’Istituto Catullo, organizzano un incontro

per il 50° dell’arringa dell’Avvocato di parte civile nel processo del Vajont a L’Aquila:

L’avvocato del Vajont
SANDRO CANESTRINI

«Signori Giudici, sono sicuro che abbiate piena coscienza che voi state giudicando qui non solo la più grande tragedia causata da qualcuno da quando lo Stato italiano esiste, ma anche il più grande episodio giudiziario che si sia mai discusso in Italia: il più grande ma anche il più emblematico, il più grande processo emblematico dei primi settant’anni di questo secolo». Diceva così, il 23 settembre 1969, 50 anni fa, l’avvocato Sandro Canestrini nella sua arringa pronunciata come patrono del collegio di parte civile, cioè dei superstiti del Vajont, al processo dell’Aquila. canestrini

Quella arringa che aveva aperto alzando tre dita alla domanda dei magistrati «Di quanto tempo avrà bisogno, avvocato?». «Tre ore?» aveva insistito il magistrato. «No, tre giorni», aveva precisato Canestrini. E parlò per 16 ore, divise in tre giorni. Di perizie e montagne, di persone e capitali, di dighe e testimoni. Dell’Italia di allora e dell’Italia di prima. Di politica, inevitabilmente. Perché, come diceva lo stesso Canestrini aprendo la propria arringa fiume, «Per noi il presupposto cardine è questo: che il fatto per cui si procede non si possa comprendere altrimenti se non calato nel suo tempo, e condizionatore a sua volta di altri “fatti” che rispondano agli stessi moventi e mirino agli stessi fini».

La sua arringa, Vajont, genocidio di poveri, ancora essenziale per capire il Vajont, stampata nel dicembre del 1969, ristampata nel 2003 da Cierre edizioni, ed ora disponibile in una nuova ristampa, Canestrini la dedicò «a tutti i morti e i vivi del Vajont, perché su di loro non cada la pietà». Quella pietà falsa, s’intende, che per molti anni si volle stendere come un velo con lacrime e con discorsi d’occasione, per coprire responsabilità economiche e politiche prima ancora che personali. Quella vicenda giudiziaria, conclusasi in Cassazione alla vigilia della prescrizione, stabilì che il disastro del Vajont era prevedibile. Anche se le condanne furono poche e miti le pene. «L’arringa,  per rigore, veemenza, onestà e passione continua ad essere e ad esigere un impegno per la verità. Un impegno che oggi, a pochi mesi dalla scomparsa di Sandro Canestrini, assumiamo anche come una sua preziosa e irrinunciabile eredità» (Adriana Lotto).

L’Incontro vedrà la partecipazione di Adriana Lotto, che introdurrà e coordinerà gli interventi dell’avvocato Nicola Canestrini, figlio di Sandro, e dell’avvocato Franco Tandura. Guido Beretta leggerà alcuni passi significativi dell’arringa,che saranno commentati dall’avv. Tandura. Verrà proiettato il filmato della lettura della sentenza dell’Aquila.

L’iniziativa, sostenuta dall’Ordine degli Avvocati di Belluno e patrocinata dai Comuni di Longarone, Erto-Casso e Vajont, è valida come incontro di formazione per docenti di ogni ordine e grado. L’Ordine degli Avvocati, inoltre, riconoscerà 2 crediti agli avvocati del foro di Belluno che parteciperanno all’incontro.

Dettagli

Data:
Settembre 23
Ora:
17:30 fino a 19:30

Organizzatori

Isbrec
Telefono:
0437 944929
Visita il sito
Associazione culturale Tina Merlin
Telefono:
+39 0437 26805
Scrivi all'organizzatore
Visita il sito

Luogo

Istituto di Istruzione Superiore Tommaso Catullo
via Garibaldi, 10
Belluno, 32100 Italia

+ Google Maps
Telefono:
0437 941678