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Andrea Giacinto Longhin

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Luigi Urettini studia da tempo uno dei vescovi veneti più rappresentativi, che è stato scelto come prototipo nel cuore dell’Italia cattolica. Il povero contadino, divenuto Fra’ Andrea da Campodarsego, studia a Padova e a Venezia, dedicandosi alla formazione dei giovani, dai quali pretende “ordine, disciplina, esattezza, austerità”. Il patriarca Sarto, figura di ‘prete veneto’ – più in grande – tanto simile alla sua, ne farà il ‘suo’ vescovo nell’amata diocesi trevigiana. Dal 1904 alla morte, Longhin sarà per ben 32 anni l’austero e temuto vescovo di Treviso, pieno di dedizione e autorevolezza. L’autore ne scandisce in maniera efficace l’itinerario secondo i tempi della storia e della memoria, dedicando un intero capitolo al Vescovo del Piave e del Montello. Altrettanto rilevante per l’egemonia cattolica sulle campagne è il dopoguerra, nel quale la Treviso bianca di Longhin e del sindacalista Giuseppe Corazzin svolge un ruolo di punta. Oggi, per la Chiesa, il vescovo-cappuccino è quasi un beato e forse, in futuro, potrebbe diventare un santo. Luigi Urettini (Treviso, 1944) studia da anni la società veneta, in particolare l’ideologia clericale e populista. Ha scritto saggi sulla stampa diocesana, i comitati civici, l’antisemitismo cattolico e sulla cultura trevisana, in particolare Giovanni Comisso. Nel 1992 ha ricostruito la storia di Castelfranco Veneto in un volume della collana “Le città nelle Venezie dall’Unità ai nostri giorni”, diretta da Emilio Franzina e Mario Isnenghi.

  • Anno: 2002
  • Formato: 14x21 cm
  • Pagine: 136
  • Illustrazioni: in bianco e nero
  • Rilegatura: brossura cucita
  • ISBN: 8883141474
  • Prezzo: 11.5 €