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Il palio, il porco e il gallo

La corsa e il rito del «drappo verde» tra Duecento e Settecento

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Nel canto XV dell’Inferno, Dante descrive la corsa precipitosa del maestro Brunetto Latini che interrompe bruscamente il colloquio col discepolo: Poi si rivolse, e parve di coloro / che corrono a Verona il drappo verde per la campagna; e parve di costoro / quelli che vince, non colui che perde. Dalla forza evocativa dei versi del sommo poeta, spettatore d’eccezione della “corsa del drappo verde” durante il soggiorno presso i Signori della Scala, prende le mosse questo libro sul palio. Istituita nel Duecento per rafforzare e rinsaldare l’identità della “società” che la promuove, la festa della “domenica di tutto il popolo” dà corpo a una pluralità di riti che ne esaltano l’aspetto “comunitario”. Emblematica la sequenza del palio equestre, com’è fissata negli Statuti medievali veronesi: esempio eclatante di complementarietà delle due culture, alta e bassa, ufficiale e popolare. Nel contesto serio e solenne di una manifestazione di chiara matrice aristocratico-cavalleresca, dove uomini a cavallo gareggiano per la conquista di un drappo-bandiera, si innesta il rituale carnevalesco dell’irrisione, della beffa e del banchetto, proprio della cultura popolare e della sua visione del mondo.

  • Anno: 2008
  • Formato: 15,5x23 cm
  • Pagine: 220
  • Rilegatura: brossura cucita
  • ISBN: 9788883144721
  • Prezzo: 14 €