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La montagna assassina

Innocenti e colpevoli dei “delitti” di Alleghe

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Dopo I delitti di Alleghe. Le verità oscurate (Cierre 2008) Toni Sirena ritorna sulla vicenda con un nuovo lavoro, indagando le ragioni più profonde – anche psicologiche, letterarie, antropologiche – di un’inchiesta che si concluse giusto cinquant’anni fa con tre condanne all’ergastolo. Nella ancor viva controversia tra innocentisti e colpevolisti, l’autore si schiera decisamente con i primi portando nuovi elementi di prova a sostegno della tesi dell’errore giudiziario e soprattutto ricostruendo i contesti storici e politici che condizionarono le indagini. Ne esce un quadro inquietante, tra fascismo, Resistenza e guerra fredda, che si riverbera nelle tensioni interne a una valle di montagna, l’Agordino, in un periodo cruciale della storia veneta e italiana. Nella continua narrazione di questa vicenda, che da decenni si sviluppa attraverso i generi del racconto, dell’articolo giornalistico, del romanzo, del cinema, del teatro, della docu-fiction, non è ininfluente una percezione della montagna come ostile e nemica che attraversa il Novecento: una montagna assassina, come scrive Comisso in La donna del lago, il romanzo ispirato ai fatti di Alleghe, che uccide con frane e sconvolgimenti tellurici, perciò gli abitanti della valle, figli di questa madre natura, sono assuefatti al delitto.

  • Anno: 2010
  • Formato: 12x20 cm
  • Pagine: 264
  • Rilegatura: brossura cucita
  • ISBN: 9788883145810
  • Prezzo: 14 €