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«Le ricerche hanno dato esito negativo»

I “giusti” della Questura e le persecuzioni razziali a Verona, 1943-1945

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Prefazione di Stefano Biguzzi

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Quando venne costituita la Repubblica sociale italiana, alla fine del settembre 1943, la comunità ebraica veronese contava circa trecento membri, i quali, a seguito delle disposizioni emanate dal nuovo governo fascista, avrebbero dovuto essere riuniti in un campo di concentramento provinciale, ad eccezione di alcune categorie quali gli ultrasettantenni e i componenti di matrimonio misto. L’internamento nel campo costituiva la prima tappa di un percorso che si sarebbe concluso nelle camere a gas dei lager nazisti. Fu questo il destino di 34 ebrei residenti nel Veronese: uomini, donne e bambini. La grande maggioranza riuscì però a sottrarsi all’arresto e ad avere salva la vita, nonostante che a Verona si fosse installata la centrale nazista per la deportazione degli ebrei dall’Italia. L’alto numero dei “salvati” dipese da molteplici fattori, ma inedite carte d’archivio documentano che a Verona furono in particolare alcuni commissari e sottufficiali della Questura a favorire gli ebrei perseguitati. Il libro racconta la storia di questi uomini giusti, che mettendo se stessi in grave pericolo scelsero di disobbedire alle leggi dello Stato per servire i principi dell’etica.

In coedizione con l’Istituto veronese per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea.

Recensione di Alessandro Tortato su «Corriere del Veneto», 17 gennaio 2021

  • Anno: 2021
  • Formato: 15 x 21 cm
  • Pagine: 144
  • Illustrazioni: in bianco e nero
  • Rilegatura: brossura
  • ISBN: 9788855200875
  • Prezzo: 14,00 €
  • In preparazione