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Auguste Favier

Auguste Favier (1898-1951). Avendo una spiccata predisposizione per il disegno sin dalla più giovane età, Auguste Favier desidera diventare pittore, ma il padre lo costringe a imparare il mestiere di fotografo. Parallelamente a questo lavoro, Favier frequenta, per tre anni, dei corsi serali all’Accademia di Belle Arti e realizza numerosi quadri e ritratti.
A partire dal 1942 viene contattato dalla rete della Resistenza francese e dai servizi segreti e produce numerosi documenti falsi e tessere annonarie, che diffonde con l’aiuto di due piccoli tipografi di Lione.
Arrestato alla fine del 1943, viene incarcerato per breve tempo nella prigione di Montluc, trasferito a Compiègne, e successivamente deportato a Buchenwald nel convoglio I.161, partito il 14 dicembre 1943. Arriva a Buchenwald il 16 dicembre 1943, matricola 38304. Insieme all’amico Pierre Mania, internato nel medesimo Block, disegna con passione numerose scene della vita nel campo, per testimoniare, anche a rischio della vita, gli orrori del regime nazista.
Liberato nell’aprile 1945, tenta, dopo il suo ritorno, di aprire una piccola agenzia pubblicitaria, ma la malattia non gli consente di portare avanti questo progetto, e muore in seguito a una tubercolosi contratta a Buchenwald.

* La biografia è tratta da Buchenwald par ses témoins. Histoire et dictionnaire du camp et de ses Kommandos, sous la direction de D. Orlowski, préface de B. Herz, [textes de] M. Abraham, D. Durand, F. Gunther, H. Houssemaine-Florent, J. Ozbolt, Belin, Paris 2014.

I libri di Auguste Favier