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Pierre Mania

Pierre Mania (1911-1987). Nato a Clichy-la-Garenne, Pierre Mania perde il padre nel 1914, nelle prime fasi della battaglia della Marna. Aderisce al Partito comunista nel 1933. Insegnante a Elbeuf e poi a Bacqueville-Pierreville, nella Seine-Maritime, viene arruolato per combattere sul fronte del Nord nel 1939, fatto prigioniero nel giugno 1940 e rinchiuso in uno stalag in Austria, da cui riesce a evadere.
Nell’ottobre 1940 riprende il suo posto a Bacqueville-Pierreville e poi, nell’autunno 1941, ottiene il posto a Dangu, nell’Eure, dove aderisce alla Resistenza nel 1942. Assume il compito di agente di collegamento fra il movimento del Fronte nazionale e il deputato della circoscrizione, Albert Forcinal, che verrà anche lui deportato a Buchenwald, e costituisce i primi gruppi Ftp della Eure. Tutti i componenti di questa organizzazione vengono arrestati nell’ottobre 1943, in seguito a una denuncia.
Dopo un periodo nel carcere di Compiègne, viene deportato a Buchenwald nel convoglio I.161 il 14 dicembre 1944 è internato nel Block 34. Arriva a Buchenwald il 16 dicembre 1943, matricola 38289. Assegnato all’Effektenkammer, gode di una condizione relativamente agevole e ne approfitta per realizzare, insieme all’amico Auguste Favier e a rischio della vita, alcuni disegni che testimoniano la vita quotidiana nel campo. Partecipa alla creazione di una rete di solidarietà all’interno del Block 34 e alle attività clandestine dell’organizzazione comunista nel campo.
Nel dicembre 1944 viene trasferito nel Campo piccolo, dove diviene inserviente presso il Block 57, e si dedica a migliorare le condizioni di vita degli altri deportati, che a quell’epoca erano terribili. Viene in seguito trasferito al Kommando di Taucha e successivamente, con l’avanzare delle truppe alleate, viene evacuato in una “marcia della morte” a cui sopravvivono solamente 17 persone, e da cui riesce a fuggire.
Liberato nel 1945, riprende il suo lavoro di direttore di un centro di formazione tecnico-professionale. Si ritira dal lavoro nel 1956, dedicandosi alla scrittura e al disegno. Fedele al Giuramento di Buchenwald, denuncia tutte le forme di totalitarismo, compreso il regime sovietico e i suoi gulag, e a causa di ciò i rapporti con gli ex compagni di campo comunisti sono talvolta difficili. Dal 1955, organizza un raduno annuale degli ex membri del Block 34 e nel 1985, insieme a Jean Laidet, matricola 38119, promuove la pubblicazione di un libro collettivo di testimonianze: Buchenwald Block 34.

* La biografia è tratta da Buchenwald par ses témoins. Histoire et dictionnaire du camp et de ses Kommandos, sous la direction de D. Orlowski, préface de B. Herz, [textes de] M. Abraham, D. Durand, F. Gunther, H. Houssemaine-Florent, J. Ozbolt, Belin, Paris 2014.

I libri di Pierre Mania