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Il sangue e la memoria

Le stragi di Santa Giustina in Colle, San Giorgio in Bosco, Villa del Conte, San Martino di Lupari e Castello di Godego (27-29 aprile 1945) tra storia e suggestioni paesane

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Ponti d’oro al nemico che fugge, come ha pontificato una presunta saggezza popolare, o massimo contrasto della ritirata tedesca, come previsto dalle direttive insurrezionali e ripetutamente richiesto dai comandi militari angloamericani? Parte del risentimento antipartigiano delle popolazioni dei paesi colpite dagli eccidi nazifascisti del 27 e del 29 aprile ha tratto alimento da un falso storico, e cioè al convincimento che l’Insurrezione, anzichè un dovere, abbia costituito il capriccio di vanagloriosi ed incoscienti partigiani, perchè i conti in sospeso cogli Alleati l’Italia di Badoglio li aveva tutti saldati con la gattopardesca operazione del 25 luglio 1943. Ecco, dunque, un caso esemplare di memoria imbrogliata, che si somma alla giustizia negata. Perchè rimuovere le responsabilità fasciste, a boicottare ogni processo di epurazione e a far vincere a man bassa la Monarchia furono quelle forze politiche che tennero chiusa per 50 anni nel cosiddetto armadio della vergogna la documentazione raccolta da una Commissione d’inchiesta americana nel luglio del 1945, qui puntualmente riproposta assieme ad una più retta contestualizzazione storica dei dolorosi eventi di fine aprile 1945. Egidio Ceccato, nato a Resana (TV) nel 1949, vive da trent’anni a Camposampiero (Pd) e da oltre un decennio coltiva lo studio della Resistenza regionale. La presente ricerca segue Freccia, una missione impossibile (Cierre, 2004) e Patrioti contro partigiani (Cierre, 2004), anticipando alcuni spunti di un tema che sarà approfondito in La memoria imbrogliata.

  • Anno: 2005
  • Formato: 15,5x23 cm
  • Pagine: 296
  • Rilegatura: brossura cucita
  • ISBN: 8883143086
  • Prezzo: 14.5 €