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Raffaello Bassotto

Si definisce “un uomo di provincia” anche se annovera la partecipazione alla 46a Biennale di Venezia del 1995 e diverse collaborazioni con importanti Istituzioni (Progetto “Archivio dello spazio” della Provincia di Milano, Centro Internazionale di Fotografia a Verona, Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma, etc.) e infine numerose mostre collettive con i più importanti fotografi italiani (Basilico, Ghirri, Jodice, etc.).

Dall’inizio dell’attività negli anni ’70 ad oggi, Raffaello Bassotto continua una ricerca di carattere storico, che spazia dall’Antropologia all’Archeologia Industriale, con un approccio metodico che permea progetti pluriennali e indagini meticolose: la vita quotidiana di quartiere (certe vite in una città di provincia del Novecento diventano modelli universali – Borgo Nuovo – Cent’anni di vita), il rilievo sistematico del territorio (memoria del cambiamento dello spazio naturale e antropico – Opifici, Manifatture, Industrie – Lo stato dei luoghi – Archeologia del Novecento), la creazione dell’Archivio Bassotto (la più importante e completa collezione privata di fotografie di archeologia industriale di Verona e provincia), fino agli ultimi lavori su “La vita segreta degli oggetti”, un omaggio a Walker Evans, e una rivisitazione sul concetto di natura morta, come testimonianza estetica di oggetti di uso comune del Novecento), la creazione dell’Archivio Bassotto (la più importante e completa collezione privata di fotografie di archeologia industriale di Verona e provincia), fino agli ultimi lavori su “La vita segreta degli oggetti”, un omaggio a Walker Evans, e una rivisitazione sul concetto di natura morta, come testimonianza estetica di oggetti di uso comune.