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Storia dell’emigrazione veneta

Dall'Unità al fascismo

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Divenuto per gradi – ma sempre troppo in fretta – terra di immigrazione, il Veneto ha cominciato ultimamente a interrogarsi sulla propria identità e sulla propria storia. Storia e identità intrecciate, entrambe, con emigrazioni, a tratti addirittura imponenti, di contadini e di operai. Negli anni compresi fra l’annessione e il consolidamento del fascismo si può dire che non vi fu nessun’altra regione in Italia, eccettuata la Calabria, ad avere un così alto tasso emigratorio. Il profilo storico tracciato dall’autore cerca di darne conto prendendo in esame anche i complessi problemi di natura economica, sociale e culturale che ogni movimento migratorio implica o produce, e che sono tornati oggi di attualità nel Veneto “a parti rovesiate”. Tra saggi di carattere metodologico, richiami all’esperienza odierna e ricostruzioni storiche, si tratta di un’agile ricapitolazione della vicenda vissuta da centinaia di migliaia di persone in cerca di benessere ma, soprattutto, di stabilità e lavoro. Emilio Franzina, nato a Valdagno (VI) nel 1948, insegna Storia contemporanea all’Università degli Studi di Verona. Studioso dell’emigrazione italiana, del movimento cattolico e socialista nel Veneto, a tali argomenti ha dedicato numerosi saggi su varie riviste. Tra i suoi studi figurano La grande emigrazione. L’esodo dei rurali dal veneto durante il secolo XIX (Venezia 1976); «Merica! Merica!» Emigrazione e colonizzazione nelle lettere dei contadini veneti in America latina (Milano 1979).

  • Anno: 2005
  • Formato: 15,5x23 cm
  • Pagine: 160
  • Rilegatura: brossura cucita
  • ISBN: 8885923313
  • Prezzo: 12.5 €